MICHELE IMPERIALE, L’ESSENZA DELLA MATERIA

Michele Imperiale, l’essenza della materia

Michele Imperiale è un artista che dà forma alle evoluzioni temporali, tra analisi del proprio vissuto all’interno della società e le passioni alimentate in sé.

di Pasquale Di Matteo

Michele Imperiale è un artista di origini campane che vive e lavora a Torino.
Laureato in Architettura, insegna Arte e Tecnologia presso la Scuola Secondaria di Primo Grado, oltre a esercitare l’attività di pittore e, soprattutto, di scultore.

Proprio nelle sculture, infatti, emergono prepotenti il talento e le passioni di Michele Imperiale, dove i fogli da disegno tecnico si rimodellano nella terracotta e nel legno, con l’abile magia elaborata dalle dita dell’artista, capaci di dare vita a volti e a figure geometriche.

Le sue opere scultoree declinano momenti di riflessione del presente, in cui emergono l’attenzione per vicissitudini legate alla violenza sulle donne, nonché la denuncia per la frivolezza con cui si costruisce e si definisce la cultura oggi, dove il digitale ha soppiantato il cartaceo, trasformando le pagine tangibili e più fruibili dei libri del passato in algoritmi e schermi luminosi.

SCULTURE DI MICHELE IMPERIALE

Michele Imperiale modella volti di personaggi della cultura, di attori/filosofi, di cantanti, di poeti, in una catarsi che non è mera liberazione di passioni personali, ma il desiderio dell’artista di riformulare il presente, nella speranza di dare un senso alle cose.

E l’artista piemontese ristabilisce il giusto valore della cultura attraverso scritte che prendono forma nelle sue opere scultoree, perché, proprio come i Sumeri inventarono la scrittura cuneiforme, Imperiale reinventa il valore della cultura nel presente, invitando ad abbandonare la frivolezza dei dispositivi elettronici, che, con la loro freddezza, raggelano lo spessore di una pagina, di un libro, di un arrangiamento musicale, destrutturandone lo spessore culturale.

Michele Imperiale è un artista in stretta relazione con il suo tempo, di cui è attento analista; dalle sue mani sono nate sculture che immortalano Papa Francesco, Donald Trump, musicisti di fama internazionale, nonché volti di donne, verso il cui mondo egli nutre il rispetto di chi lotta indefessamente per la cancellazione di ogni sopruso, di ogni differenza di genere e, soprattutto, delle violenze di una società ancora evidentemente troppo maschilista.

Michele Imperiale è anche pittore, laddove dimostra un animo aperto alle altre persone e disponibile al cambiamento, di cui ne si legge il desiderio nell’uso di colori vivaci e di forme sospese nel vuoto che si liberano verso l’alto, come se l’artista intendesse ricondursi al lato più spirituale del vivere.

IMPERIALE QUADRI

Le sue figurazioni astratte sono esplosioni di energia che, se da un lato manifestano una personalità gioviale e innamorata della vita, ne declinano anche tutta la voglia di esternare le proprie passioni, impossibili da trattenere in sé, senza implodere.

Energia e vitalità che si esprimono anche attraverso l’uso dei rossi e dei gialli, ma che in Michele Imperiale non prendono, tuttavia, il sopravvento sulla razionalità, che si erge a caratterizzarne la figura di persona, prim’ancora che di artista, nello sviluppo dei blu che riempiono le sue tele, colore della meditazione e dell’inconscio.

Michele Imperiale, dunque, è un filosofo del suo tempo, che non solo è in grado di analizzare l’evolversi della società contemporanea, ma cerca anche le soluzioni per migliorarla, attraverso una valorizzazione più onesta e rispettosa della Storia e della cultura in genere, nonché spingendoci ad abbandonare la frenesia dei ritmi imposti dalla società dell’immagine, del dover apparire a ogni costo, per ricondurci, invece, alla parte più inconscia e meditativa di noi stessi, in modo da capire, finalmente, che per vivere felici e in armonia è necessario cogliere l’essenza, tralasciando il superfluo.

L’artista espone in Collettiva permanente presso gli spazi della Galleria Albatros, dalla quale è rappresentato nella città di Parma.

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