FACCIA A FACCIA CON KATARZYNA, ANIMA DI ALBATROS

Faccia a faccia con Katarzyna, anima di Albatros.

Se il Direttore Artistico, Luigi Bianchi, è il motore della Galleria Albatros, sua moglie, la pittrice Katarzyna Maria Laciak, è l’anima di un progetto unico e ambizioso.

di Pasquale Di Matteo

Sabato 8 dicembre.

Le vie del centro di Parma sorridono a un cielo terso e luminoso, nel lento scorrere di passi, voci e ombre che animano i mercatini a ridosso di Piazza Garibaldi.

Al numero 18/A di Strada Ventidue Luglio, la gente entra ed esce per un caffè, un aperitivo, un saluto.

Lì vi è ubicata la Galleria Ciak Albatros, uno spazio espositivo di arte contemporanea in cui è incastonato anche un angolo ristoro, in un clima di festa e di coesione che caratterizza, con la sua unicità, la visione dell’arte di questa singolare galleria.

Pittori, amici, conoscenti, nonché passanti, non danno tregua a Luigi Bianchi, nelle vesti di oste e di Direttore Artistico della Galleria, in cui espongono in forma permanente oltre 100 pittori contemporanei, per lo più sconosciuti.

Un progetto, quello della Galleria Albatros, ambizioso, quanto umanamente unico.

Tentare di proporsi in un mercato dell’arte sempre più inflazionato e saturo di squali pronti a spennare artisti dilettanti allo sbaraglio, sprovveduti e ingenui, disposti a credere a chiunque prometta loro di raggiungere il successo scucendo qualche banconota da 100, è cosa assai difficile, soprattutto quando non vuoi illudere nessuno e non vuoi arricchirti sulle false promesse.

Ma che Luigi Bianchi e Katarzyna Maria Laciak siano dei sognatori lo dimostrano già avendo aperto una galleria d’arte in una città certamente interessante per questo mercato, ma, al tempo stesso, già satura di concorrenza.

Inoltre, affiancare al progetto anche un bar, con servizio di ristorazione, dà il senso della stravaganza e della forza centrifuga scatenata dai caratteri diversi eppure in simbiosi dei due proprietari.

Entrambi hanno l’ambizione di crescere d’importanza come galleria d’arte, portando all’attenzione di chi conta in questo campo, cioè di critici di pregio e di importanti collezionisti, i propri pittori associati.

Per richiamare l’immagine che ne ha elaborato Vittorio Sgarbi, « … la Galleria Albatros è un luogo di festa, che somiglia più a una balera anni sessanta, in cui puoi trovare tecnica sopraffina e dilettantismo al limite dello sbaraglio, mescolati a opere dal forte impatto estetico e/o dal messaggio importante e riflessivo… ».

E, in un giorno di festa come l’8 dicembre, Luigi Bianchi non nasconde la sua felicità nel vedere la galleria piena fin dal mattino: « … Sarebbe bello che la gente di Parma si affezionasse a questo progetto e  ne comprendesse anche l’aspetto umano… Noi vogliamo crescere come galleria, come attività, naturalmente, poiché viviamo di questo e non si campa d’aria, tuttavia, la nostra ambizione è quella di far emergere quanti più talenti possibili tra quelli che oggi fanno parte del nostro gruppo, che a me piace definire famiglia Albatros. ».

Ed è proprio lo spirito familiare che colpisce chiunque metta piede anche solo nella prima sala, adibita a ristorazione.

Ma è entrando a far parte del progetto Albatros in qualità di artista che ti accorgi di come Luigi e Katarzyna sappiano trattarti come un fratello fin dal primo giorno.

Katarzyna Maria Laciak mi racconta che la sua attività di pittrice è nata quasi per gioco, qualche anno fa, quando, dopo un trasloco, non sopportava di vedere le pareti spoglie.

A quel punto, presi in mano tele e pennelli, non li ha più abbandonati, trovando in quell’esigenza immediata, in quel gioco divertente, la fonte più vera e genuina per sfogarsi, raccontando se stessa.

« Dipingo spesso volti, perché mi interessa la faccia delle persone, e, in quei volti, disegno quasi sempre i miei sguardi, catturando le espressioni del momento », dice la pittrice.

La genuinità di Katarzyna, d’altronde, non può prescindere dal ricercare altrettanta pulizia negli altri, spesso anche ingenuamente, e gli sguardi che dipinge sono i propri, nei suoi tanti volti di donna, come se inconsciamente avvertisse che quei volti mentirebbero con occhi originali, con gli occhi degli altri.

Infatti, la pittrice di origini polacche stigmatizza l’insicurezza e la diffidenza negli altri, nella gente non disposta a creare spirito di collaborazione, senza invidie, né pretese personali ed egoiste, e lo fa attraverso la raffigurazione di uomini e donne cyborg, in cui trapela una spiccata diffidenza per il mondo femminile.

« Io vorrei che tutti i nostri artisti diventassero importanti… », dice la Laciak, « … Che nessuno nutrisse invidie e rancori nei confronti degli altri. Siamo tutti diversi e ognuno di noi ha un messaggio più o meno importante da dare alla società e al mondo. La pittura non può vedere protagonisti solo gli artisti blasonati, quelli alla moda o gli amici dei critici importanti. Quella non è per forza Arte! L’Arte sta laddove esistano sentimenti, racconti, speranze, sogni e messaggi sbattuti sulle tele, al di là dello stile, della tecnica e della personalità di ciascuno ».

La Laciak ha le idee chiare in merito ai propri sogni, ma non nasconde una certa amarezza nel constatare che si incontrano molti ostacoli, non solo tra chi conta in questo mondo, ma «… Ci sono anche tanti pittori sconosciuti che si credono dei Picasso, tanti critici, o presunti tali, che non hanno rispetto né per il mio lavoro e per quello di mio marito, né per quello di chi collabora con noi, e persino nemmeno per i loro colleghi. Purtroppo, non tutti comprendono l’importanza del progetto che stiamo portando avanti e neppure immaginano gli sforzi, il lavoro che sta dietro e le difficoltà che incontriamo, noi e chi cammina al nostro fianco ».

Galleria Albatros vanta presenze importanti presso i propri spazi, tra cui spiccano Vladimir Luxuria e Vittorio Sgarbi.

Per il prossimo anno, ci sono in cantiere molti progetti, non ultimo quello di dare vita a una rivista della galleria, in cui parlare di Arte, sulla quale dare anche spazio, di volta in volta, ai pittori associati.

« Vorrei che tutti dessero l’anima per gli altri, perché sono convinta che il bene torni indietro, magari sotto forme diverse… Ma torna sempre indietro, dando un senso più bello alla vita. », conclude Katarzyna Maria Laciak, in un concetto in cui emerge in maniera prepotente il suo lato umano.

Sposando appieno il pensiero della Laciak, aggiungo che il suo è l’unico modo per costruire una società più giusta.

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