WASSILY KANDINSKY, I TONI DEL COLORE

Wassily Kandinsky, i toni del colore.

Vasiliy Kandinskij, di cui utilizzeremo la forma romanica Wassily Kandinsky, è stato il pioniere dell’Astrattismo, con cui l’Arte ha superato la barriera visiva della figurazione, per esaltare ciò che già impressionisti ed espressionisti avevano compreso in parte, trasportando il mondo della Pittura nell’era moderna, in un luogo in cui colori e musica si fondono in un’unica creazione.

di Pasquale Di Matteo

Il novecento è il secolo durante il quale nell’arte si manifesta l’esigenza di dare maggiore evidenza alle emozioni, alla profondità dell’inconscio, abbandonando la superficialità dell’immagine fotografica.

Una tendenza che nella pittura trova la propria identità più elevata nell’Astrattismo, la cui ispirazione nasce dall’opera di Wassily  Kandinsky.

Kandinsky nasce a Mosca, il 16 dicembre 1866, e muore il 13 dicembre 1944, in Francia.

Dopo la separazione dei suoi genitori, il piccolo Wassily si trasferisce a Odessa, dove la zia gli fornisce i primi rudimenti di disegno e lo introduce anche allo studio del violoncello, una miscela tra musica e pittura che sarà fondamentale per il percorso del pittore Russo.

Il cammino artistico di Kandinsky subisce un’importante scossa quando l’artista resta rapito dai lavori degli impressionisti, in maniera particolare da I Covoni di Monet, opere che non comprende immediatamente, ma che lo spingono a una riflessione sulla figurazione, sull’immediatezza della realtà di un’immagine e ciò che resta, invece, non manifesto.

Kandinsky giunge all’astrattismo attraverso prime fasi figurative in cui sono già riscontrabili la tendenza a un uso del colore capace di personalizzare i soggetti e una soggettiva modulazione delle forme.

Attraverso le opere impressioniste ed espressioniste, Kandinsky intuisce che protagonisti delle tele non sono le scene catturate dall’occhio, ma i colori, i racconti, le emozioni e le sensazioni, l’andare oltre l’immagine.

Infatti, anche nelle sue prime opere, le raffigurazioni del reale manifestano una rielaborazione interiore, in cui edifici, persone, animali ed elementi paesaggistici assumono forme irreali, toni e ombre surreali che stimolano la parte più nascosta di chi osserva e non l’immediatezza del senso della vista.

Si tratta per lo più di colori vivaci e caldi che si intersecano in riproduzioni fiabesche che rimandano al lato più gioioso e speranzoso del vivere.

quadri di kandinsky Albatros Gallery Parma

In Kandinsky, le macchie di colore, le linee e le ombre si collegano in più ampi sistemi dinamici, capaci di rimodulare l’universo sulle frequenze dell’inconscio; agli inizi, i tratti somigliano a scarabocchi infantili, all’essenza del visivamente fruibile, poi la mano di Kandinsky anima forme sempre più complesse, fino a sfruttare l’intera gamma delle figure geometriche, dal cerchio al quadrato, dal triangolo al parallelepipedo.

Anche lo spazio e gli oggetti, con il passare degli anni, nelle sue opere trovano una progettazione più modulare, controllata, solcando strade non ancora percorse, ma che, di lì a poco, avrebbero attirato numerosi protagonisti del mondo dell’Arte, creando un portale tra l’era moderna e quella contemporanea.

L’arte di Kandinsky è un elaborato di segni che parla all’inconscio di chi osserva, con un linguaggio minimale in grado di raccontare l’essenzialità, tralasciando ciò che è superfluo.

Una diceria racconta che Kandinsky avrebbe raggiunto l’illuminazione che lo ha condotto all’astrattismo quando una giovane domestica appese per sbaglio un quadro sottosopra.

Vera o presunta che sia, tale diceria non c’entra nulla con la maturazione di Kandinsky, con i suoi viaggi tra Russia, Germania e Francia, i disagi per la separazione dei genitori, le vicissitudini della guerra, la vocazione per l’arte che lo portano a rifiutare una cattedra di Diritto e, più di tutte, la sua passione per la musica.

In Kandinsky, ogni opera è la sintesi di una sinfonia, in cui le note sono colori declinati sulle tele.

Non a caso, moltissimi suoi lavori portano il nome di Improvvisazione o di Composizione.

L’Arte di Kandinsky è talmente avanzata nella sua epoca che, per la mentalità chiusa dei Nazisti, le sue opere vengono inserite ne l’Arte degenerata.

In Kandinsky, i colori caldi e freddi si fondono a formare un tutto, insieme a punti e linee, a forme geometriche, proprio come le note si uniscono per dare vita a una sinfonia.

OPERE KANDINSKY ALBATROS

E, proprio come le note, i colori di Kandinsky non si fermano a raccontare il visibile, e nemmeno a dare risalto a sensazioni immediate, ma penetrano in profondità, fino a risvegliare emozioni e sensazioni sopite nell’inconscio.

La sua Arte è un complesso studio di forme e di colori, ma anche un’attenta elaborazione di un nuovo linguaggio per l’anima, in cui pittura, musica e letteratura si fondano, per meglio raccontare il presente.

Dal 1909, l’artista suddivide le sue creazioni in tre fondamentali filoni: Impressioni, Improvvisazioni e Composizioni.

I suoi temi ricorrenti sono la catastrofe e l’Apocalisse.

Con il tempo, le linee di Kandinsky dissolvono le forme, fino a liberarle, in una catarsi di oggetti e personaggi a cui sembra ambire l’artista, che dà a ciascun colore un significato preciso, legato a specifiche emozioni, a gusti ed emozioni, fino a conferire loro specifiche tonalità.

Il giallo esprime forza centrifuga, un’energia vitale e prorompente, ed è legato alla forma geometrica del triangolo, mentre il rosso al quadrato; l’azzurro, invece, è freddo, ma di una freddezza non glaciale, ma dolce, come un suono vellutato che solletica la pelle.

Un nesso tra colore e musica che in Kandinsky prevale su ogni altro aspetto.

Le sue opere più note sono: il Cavaliere Azzurro, che ha ispirato la nascita del movimento Der Blaue Reiter (Il Cavaliere Azzurro), creato nel 1911, con il collega Franz Marc, nel quale confluirono i principali esponenti dell’espressionismo tedesco, con l’obiettivo di rinnovare l’arte in modo antinaturalistico; Impressione III, che si trova nella Galleria Civica nel Lenbachhaus di Monaco; Composizione VI, conservato a San Pietroburgo; Composizione VII, conservato alla Galleria Tret’jakov di Mosca; Composizione VIII al Guggenheim di New York.

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