RITA CARRODANO, IL LUNGUAGGIO INTIMISTA DEI COLORI

Rita Carrodano, il linguaggio intimista dei colori

Rita Carrodano è un’artista intimista, capace di trasformare la sua pittura figurativa in un’arte sempre più stilizzata e ricca di segni, in una continua ricerca di linguaggi e metodi per criptare i messaggi che sente di dover trasmettere al mondo.

di Pasquale Di Matteo

Rita Carrodano nasce nelle Cinque Terre, luogo in cui la magia di paesaggi mozzafiato si mescola al profumo del mare, liberando nell’aria invisibili particelle di energia che solo gli artisti sono capaci di cogliere per nutrirsene.

E Rita Carrodano dimostra di avere l’arte nel sangue fin dalla tenera età, manifestando una spiccata predilezione per il disegno e la pittura, attitudine che la spingono a intraprendere studi artistici presso l’Accademia di belle arti di Carrara.

Durante gli anni di studio, incontra il maestro Angelo Destri, dando vita a un connubio che porterà i due pittori a esporre insieme in diverse mostre collettive, tra la provincia di La Spezia e le terre circostanti, mentre la giovane Rita Carrodano si trasforma da allieva in collega pittrice.

Una serie di vicissitudini familiari allontanano l’artista dalle esposizioni, ma Rita non interrompe, tuttavia, il suo percorso artistico, continuando a dipingere nella riservatezza del suo studio e intraprendendo la professione di docente, di Arte e Storia dell’Arte.

Rita Carrodano è un’artista intimista, capace di scorgere scene sorvolando paesaggi e personaggi con la leggerezza di una piuma che cade, senza disturbare, catturando colori e luci di nascosto.

Opere dal sapore rinascimentale, in cui paesaggi e personaggi sono sempre incorniciati da sfondi che immortalano nature morte o prospettive di luoghi lontani, ma, al contempo, in Rita Carrodano non mancano simboli e segni, messaggi che la pittrice cerca di raccontare attraverso i propri lavori, dimostrando una sperimentazione e una cura del lavoro non indifferenti.

Rita Carrodano opere Albatros

Una ricerca che spinge l’artista a varcare i confini del figurativo, per intraprendere il cammino anche in altri ambiti, senza disdegnare il mondo dell’astrattismo, con opere in cui le luci e gli sfondi si fanno stilizzati, per ridurre all’essenza i concetti e i messaggi, in una chiave di lettura del suo linguaggio non più immediata, come se l’artista non volesse più trasmettere ciò che ha da dire a tutti, ma solo a una cerchia di selezionati.

Ecco, dunque, la necessità di una pittura ancora più introspettiva, con stilizzazioni sempre più marcate, proprio per criptare il messaggio.

I suoi temi ricorrenti sono un susseguirsi di  ritratti, di paesaggi e di nature morte, lavori che, con il tempo, hanno trovato una luce diversa, sempre più soffusa e tenue, come se Rita Carrodano, oltre a rendere il proprio messaggio di nicchia e non più universale, non sentisse neppure la necessità di trasmetterlo ancora, perché già troppe volte raccontato e ormai compreso, e perciò ora può dedicarsi a suggerire solo gli ultimi dettagli.

Nelle sue opere è spesso immortalata la figlia della pittrice, Sara, in un caleidoscopio di sguardi, sogni e tenerezza tipici del mondo giovanile, un mondo fatto di speranze e di conquiste da raggiungere, in un messaggio positivo con cui dar luce ai suoi colori.

Personaggi e paesaggi che tendono a unificarsi, in una miscela di colore, di corpi e natura che Rita Carrodano alimenta con la sua arte.

Nel suo ricco curriculum artistico, Rita Carrodano vanta Mostre Personali presso l’hotel Shelley e delle Palme a Lerici, nonché a Londra e a Milano.

E’ stata inserita nel prestigioso Catalogo d’Arte CAM, volume 53, e  nella Maison D’Art di Carla d’Aquino, con il conferimento del certificato di maestro eccellente e inserimento nell’archivio della storia dell’arte italiana dal medioevo al giorno d’oggi.

Rita Carrodano ha partecipato, inoltre, a diversi concorsi di pregio e a molte collettive a carattere nazionale e internazionale.

L’artista espone in collettiva permanente presso la Galleria Albatros di Parma.

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