MARIA GRAZIA PASSINI, PASSIONE AD ALTA QUOTA

Maria Grazia Passini, passione ad alta quota.

Maria Grazia Passini è un’artista legata fortemente alla montagna, la cui passione alimenta la sua arte, attraverso la quale trasmette la segreta bellezza dell’alta quota, in un groviglio di emozioni che solo la montagna sa regalare.

di PDM

Maria Grazia Passini è un’artista residente in Parma.

Nata a Fanano, paese dell’Appennino modenese, dalle sue radici ha ereditato una viscerale passione per la montagna e per l’alta quota.

Questa sua passione l’ha condotta a subire un gravissimo incidente, il 29 aprile 2001.

Scampata al peggio, da allora Maria Grazia Passini si è avviata lungo i sentieri dell’arte, trasmettendo tutte le proprie emozioni su dipinti di grande formato.

Successivamente, si sono aggiunte sculture in terracotta e in bronzo, nonché testi poetici, a testimonianza di un talento artistico poliedrico, a 360 gradi.

Nelle sue opere, l’artista emiliana svela la segreta bellezza dell’alta quota e trasmette a chi osserva le profonde sensazioni che la montagna sa regalare a chi è capace di lasciarsi rapire dal suo fascino.

Passini Maria Grazia

L’artista espone le sue opere in una mostra itinerante dal titolo ALTA QUOTA: EMOZIONI, montagna, arte e interiorità.

Inoltre, espone in forma permanente presso la Galleria Albatros di Parma.

CURRICULUM DI MARIA GRAZIA PASSINI

MOSTRE PERSONALI 

29 giugno- 28 luglio 2003
Centro Parco del Frignano
FANANO ( MO )

9 – 12 ottobre 2003
Club Alpino Italiano
FIDENZA ( PR )

29 aprile – 9 maggio 2004
Centro Civico
SORBOLO ( PR )

22 novembre – 2 dicembre 2005
Club Alpino Italiano
Via Silvio Pellico, 6
MILANO

29 aprile – 7 maggio 2006
TRENTOFILMFESTIVAL
TRENTO

30 settembre – 22 ottobre 2006
“OLTRE LE VETTE”
Auditorium Comunale
Assessorato alla Cultura del Comune
BELLUNO

1 luglio – 29 luglio 2007
S.U.S.A.T.
rifugio Taramelli
VALLE DEI MONZONI TN

14 dicembre 2007 – 06 gennaio 2008
Club Alpino Italiano “Val d’ Enza”
Centro Culturale Mavarta
Assessorato alla Cultura del Comune
SANT’ILARIO D’ ENZA (RE)

14 marzo – 05 aprile 2008
Club Alpino Italiano
PALAMONTI
BERGAMO

3/4/5 ottobre 2008
S.A.T.
COGNOLA TRENTO

24 settembre – 4 ottobre 2009
115 ° Congresso
Società Alpinisti Tridentini SAT
TRENTO

6 novembre 2009
mostra listening
INTERNATIONAL MOUNTAIN SUMMIT
BRESSANONE BZ

13/27 dicembre 2009
Assessorato alla Cultura del Comune
Sala Civica “Amoretti”
FELINO PARMA

14/27 marzo 2010
Galleria d’Arte IMMAGINI
CREMONA

10 novembre 2010-31 marzo 2011
Palestra di arrampicata “PARETI”
PARMA

12 maggio 2011
Mostra LISTENING
Club Alpino Italiano
PARMA

6/13 agosto 2011
1° FILM FESTIVAL della MONTAGNA
SESTRIERE TORINO

28 aprile – 10 maggio 2012
esposizione delle sculture
“Spiriti dell’Arte”
Galleria S. ANDREA
PARMA

17 – 30 luglio 2012
Cantine degli Scolopi
Assessorato alla Cultura
FANANO Modena

18 – 25 agosto 2012
SWISS MOUNTAIN FILM FESTIVAL
Pontresina Tourismus
Kongress-und Kulturzentrum
RONDO
PONTRESINA ENGADINA
SVIZZERA

5 – 7 ottobre 2012
40° SAT
Centro Civico
COGNOLA TRENTO

26  gennaio 2013  h.10/13
SALONE DEI CINQUECENTO
PALAZZO VECCHIO
FIRENZE

15 marzo 2013
rassegna “Mangiacomescrivi”
serata dedicata agli scrittori di montagna: Kurt Diemberger, Roberto Mantovani, Maria Grazia Passini
esposizione di alcuni dipinti e sculture e recitazione di poesie
FONTEVIVO PR

21 settembre – 31 ottobre 2013
CHIOSTRI di S. Giovanni Evangelista
PARMA

31 ottobre 2013
opera MISTICO REQUIEM
Bicentenario verdiano  TEATRO REGIO PARMA

8 dicembre 2014 – 4 gennaio 2015
Palazzo della Regione Autonoma Trentino Alto Adige
TRENTO

7 novembre 2018 – Galleria Albatros Parma

Mostra Semi Personale alla presenza del Professor Vittorio Sgarbi

 

Critica di Manuela Bartolotti, storico e critico d’arte

“Non sono semplici montagne quelle dipinte da Maria Grazia Passini. Si crede di salire sul tetto del mondo, invece si scende nelle profondità dello spirito. Quelle creste innevate, quelle cuspidi affilate sono rilievi di una cartografia interiore, mentre i colori del cielo, i riflessi che inondano le pareti rocciose sono un corpo vibrante emozioni. Le vette sono vive e parlano a noi e di noi, di ferite drammatiche e resurrezioni inevitabili. Il piede può cadere in fallo, ma la mano, quella stessa che si congiunge in preghiera, afferra cieli e speranze, invisibili salvezze per chi sa alzare la testa e spingersi in salita, nonostante tutto. La pittura della Passini è sorta tardi e dopo un evento traumatico, come capita a tutte le vocazioni a lungo celate, ma destinate prima o poi a manifestarsi vulcanicamente. Più restano soffocate, più erompono con forza. Questo spiega la vertigine e il senso di un sussulto interiore che si prova davanti alle sue tele, lo stupore davanti alla spessa matericità tridimensionale seppur talvolta resa con un’ essenzialità estrema di tratti e di tinte. Stesso discorso vale per le sculture, in creta simil bronzo e ora anche in bronzo autentico. Il busto di Verdi è percorso dal fremito della musica, dalla furia creativa, mentre quello dedicato a Kurt Diemberger racconta sulla pelle rugosa avventure di ghiaccio e d’alta quota, occhi resi trasparenti dalla memoria dell’infinito.

Poi ci sono ali e mani, non più quelle protese nello sforzo fisico dell’arrampicata, ma giunte e protese nella tensione spirituale della preghiera. Quando una mano è sola, l’altra è quella di Dio. Ora lei, con quelle mani di scalatrice suona il violino, dipinge, plasma. Ogni suo atto è ricerca e ringraziamento. In ogni opera continua a salire verso il cielo e a far battere il suo, il nostro cuore, all’unisono con quello delle montagne e dell’universo. Si dice che l’arte sia medium di qualcosa, di qualcuno lassù, e che l’artista sia solo interprete e tramite del divino. Nell’opera della Passini questo ha un’evidenza sconcertante, paragonabile alla forza espressiva, comunicativa dei più grandi artisti. Perché è arte vera. Non descrive soltanto, ma incide, non parla ma canta. Ci fa percepire l’anima dell’uomo e del mondo. E il mistero, come il vento che spira sulle cime. Non arriveremo forse mai alla fine, alla soluzione. Pensiamo allo spirito romantico del tedesco Caspar Friedrich. Lei va oltre. In una vastità e solitudine che sgomenta. Ma piena d’amore.

Così, la paura provocata dall’imponenza della natura si risolve in contemplazione e in un abbraccio infinito. Quella terra roccia scoscesa, aspra, a volte ostile, è anche la mano aperta del Creatore, la culla per il corpo, per il cuore. Per vedere bisogna credere, salire. Per vedere bisogna aprire altri occhi oltre a quelli fisici. Abbandonarsi infine. Lassù si respira l’estremità della vita. La verità.

Ecco dove conduce Maria Grazia Passini. In alto. In fondo. Come l’acuto incanto del violino. Alla fine è questo il miracolo dell’arte: portarci via. Oltre. Questa è la scalata più alta, il più alto volo. Fino a Dio.”

Maria Grazia Passini, oltre ad avere un punto di riferimento presso la Galleria Albatros di Parma, ha un sito web: clicca qui.

 

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